IL COMITATO

Il Comitato per il Pratone di Torre Spaccata Parco Archeologico e Naturalistico nasce con l’obiettivo, già manifesto nella sua denominazione, di veder valorizzata l’area del Pratone di Torre Spaccata in senso ecologico e culturale.

Motivati dalle battaglie intraprese da tutti quei gruppi di cittadinanza attiva, comitati e associazioni, che da anni lottano per giungere alla completa realizzazione del Parco Archeologico di Centocelle, riteniamo che l’area del Pratone, sia per il patrimonio culturale e naturalistico di cui è custode, che per il forte legame identitario con il quartiere e i suoi abitanti, meriti un utilizzo diverso rispetto quello cui vorrebbe destinarlo il vigente PRG, che riteniamo superato nella sua visione pianificatrice di questi spazi, oggi più di ieri.

GLI OBIETTIVI

Avendo già spesso parlato di obiettivi, vorremmo ora esplicitare quelli che noi ci siamo proposti di soddisfare facendo riferimento a diversi orizzonti temporali, sperando che siano in larga parte condivisibili ma essendo al tempo stesso consapevoli di poterli mettere in discussione, sempre nei limiti di un minimo inderogabile, che è quello di cui abbiamo parlato introducendo il nostro discorso. In particolare vorremmo:

  1. sollecitare le istituzioni, in questo caso la Sindaca, la Giunta, il Consiglio Comunale e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio affinchè diano seguito alle richieste avanzate dalla Commissione Cultura Capitolina e dai Consigli dei Municipi V, VI e VII, ad apporre i vincoli di natura archeologica e paesaggistica sul Pratone di Torre Spaccata, creando i presupposti per la variazione di Piano Regolatore, mettendolo al sicuro dal rischio sempre incombente di vederlo destinato a cubature;
  2. sfruttare l’eccezionalità del momento legato alla “chiusura della cintura dei parchi del quadrante orientale della città”, per includere l’area del Pratone di Torre Spaccata nella progettazione dell’Anello Verde, in continuità con il Parco Archeologico di Centocelle, di cui costituiva un appendice nei piani dell’ex S.D.O e che auspichiamo possa tornare ad esserlo nel percorso di sviluppo che più ci piace, ovvero quello di unico grande parco archeologico senza barriere di alcun tipo;
  3. in virtù del punto di cui sopra, sollecitare le istituzioni, in questo senso in particolare l’Assessorato all’Urbanistica che di questo progetto si è fatto principale promotore, affinchè includa il Pratone di Torre Spaccata in una variante al PRG che lo destini a verde pubblico;
  4. indagare nuovamente il territorio, anche nelle aree della superficie fino ad oggi ancora inesplorate;
  5. individuare e registrare i beni archeologici di maggior rilievo;
  6. promuovere forme di progettazione territoriale partecipata, secondo quelli che sono anche i principi della Convenzione di Faro, dando l’opportunità alla collettività di riprendere possesso in modo legittimo di un’area formalmente inaccessibile e di immaginarne uno sviluppo che la renda ancor di più un luogo di orgogliosa identità per il quartiere.

Per quanto ci rendiamo conto che gli obiettivi posti siano ambiziosi, pur consapevoli che la strada non potrà che essere in salita, guardiamo con grande entusiasmo al percorso che ci separa da questi, motivati dall’entusiasmo di tutti coloro che nel loro piccolo sono già riusciti a fare grandi cose per le comunità dei territori dove abitano, non volendosi rassegnare a quel fastidioso assioma che relega le periferie, la loro socialità e le loro economie, a schemi precostituiti che non lascerebbero spazio a scambi di natura culturale e ambientale.

Vogliamo quindi immaginare di poter un giorno passeggiare nella più grande area archeologico-naturalistica del Comune di Roma, non più elemento di cesura, ma collante tra il quartiere di Torre Spaccata e quelli limitrofi. 

Abbiamo ritenuto in questo senso che, come nel caso del Parco Archeologico di Centocelle, anche nel caso del Pratone la sua tutela meritasse la nascita di un Comitato di fatto, che si desse come obiettivo esclusivo la sua difesa dalle speculazioni di chi non tiene mai in considerazione gli interessi della comunità residente: non per sostituire gli altri attori attualmente coinvolti nella questione, ma per coadiuvarli nella loro azione, aumentando con la nostra presenza l’attenzione dei cittadini e chissà, magari anche delle istituzioni, verso il Pratone.

Il Comitato per il Pratone di Torre Spaccata Parco Archeologico e Naturalistico rivolge quindi il suo sincero invito alla collaborazione a tutti coloro che già stanno percorrendo quella strada che ci auguriamo possa portare ai nostri stessi obiettivi, e a tutti coloro i quali vorranno farlo in futuro.